Assunzioni agevolate: come cambiano gli incentivi, anche per giovani, donne e al Sud

8 Gennaio 2026, di Barbara Weisz – PMI.it

Con la Manovra 2026 è stato ridisegnato il quadro degli incentivi per l’assunzione di giovani, donne e personale impiegato nelle imprese attive nella ZES Unica del Mezzogiorno. Le risorse sono state stanziate e l’obiettivo è stato indicato, ma l’operatività delle nuove misure è stata rinviata ai decreti attuativi.

Nel frattempo, nel 2026 continueranno a essere applicate anche le agevolazioni strutturali per chi assume under 30, over 50, donne svantaggiate, percettori di NASpI e persone con disabilità.

Manovra 2026: nuovo incentivo giovani, donne e ZES

Il Governo ha concesso un nuovo incentivo è stato previsto dai commi 153, 154 e 155 della Legge 199/2025 (la Legge di Bilancio 2026). La misura è stata impostata come esonero contributivo parziale sui contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro privati, senza che però percentuali e massimali siano stati quantificati nel testo di legge.

La nuova agevolazione potrà essere applicata alle assunzioni a tempo indeterminato di personale non dirigenziale effettuate dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026 (incluse le trasformazioni da contratti a termine) per una durata massima d24 mesi. È stato inoltre indicato che la misura dovrà essere orientata a:

  • incrementare l’occupazione giovanile stabile;
  • favorire le pari opportunità nel mercato del lavoro per le lavoratrici svantaggiate;
  • sostenere lo sviluppo occupazionale della ZES Unica del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e, a partire dalla fine del 2025, anche Marche e Umbria) e ridurre i divari territoriali.

I criteri puntuali di accesso, la platea, i limiti economici e le modalità applicative saranno definiti con un decreto attuativo del Ministero del Lavoro, di concerto con il MEF. Fino all’emanazione di tali provvedimenti, quindi, la misura resta delineata solo nei suoi elementi essenziali.

In assenza di dettagli attuativi, è comunque ragionevole attendersi un perimetro simile a quello già utilizzato per gli incentivi 2025 (Decreto Coesione), ma l’eventuale sovrapposizione non è stata confermata in modo esplicito dal testo di Bilancio.

Per la nuova misura sono state stanziate risorse fino al 2028 (pari a 154 milioni di euro per il 2026, 400 milioni per il 2027 e 271 milioni per il 2028). La possibilità che risorse residue 2025 possano integrare la dotazione è stata collegata agli esiti del monitoraggio amministrativo.

Gli altri incentivi alle assunzioni già operativi

In attesa dell’operatività dei nuovi sgravi INPS, restano utilizzabili gli incentivi strutturali introdotti negli ultimi anni a supporto dell’inclusione lavorativa delle fasce più deboli della popolazione attiva.

Assunzioni agevolate under 30

Nel 2026 potrà continuare a essere applicato l’incentivo strutturale previsto dalla Manovra 2018 per l’assunzione o trasformazione a tempo indeterminato di giovani fino a 30 anni. L’agevolazione è stata prevista come esonero contributivo del 50%, fino a 3.000 euro annui, ed è stata riservata a lavoratori che non abbiano mai avuto un contratto a tempo indeterminato.

L’esonero è stato previsto al 100% (sempre nel limite di 3.000 euro annui) per contratti riguardanti studenti che abbiano svolto, entro sei mesi dal conseguimento del titolo, periodi di apprendistato professionalizzante o alternanza scuola-lavoro.

Decontribuzione per assunzioni over 50

Per l’assunzione di lavoratori con almeno 50 anni e disoccupati da almeno 12 mesi è stata prevista una decontribuzione del 50%, con durata differenziata per tipologia contrattuale: 12 mesi in caso di contratto a termine (anche in somministrazione) e 18 mesi in caso di assunzione a tempo indeterminato o trasformazione. La disciplina è stata ricondotta alla Legge 92/2012, articolo 4, commi 8-11.

Agevolazioni per l’assunzione di disoccupate

La medesima cornice normativa (Legge 92/2012) è stata applicata alle assunzioni di donne di qualsiasi età prive di un impiego regolarmente retribuito:

  • da almeno sei mesi, se residenti in Regioni ammissibili ai fondi UE o impiegate in settori con disparità di genere;
  • da almeno 24 mesi, ovunque residenti.

Esonero per madri lavoratrici

Per le lavoratrici madri con almeno tre figli è rimasto in vigore l’esonero contributivo introdotto dalla legge 213/2023 (comma 180), applicabile dal 2024 al 2026: esonero al 100% nel limite massimo di 3.000 euro annui, fino al mese di compimento del 18° anno del figlio più piccolo. La misura non è stata configurata come incentivo alle nuove assunzioni, poiché è stata prevista anche per rapporti già in essere, con esclusione del lavoro domestico.

Sempre rivolto alle madri di almeno tre figli c’è anche un nuovo incentivo nel comma 210 della manovra 2026: la lavoratrice deve essere priva di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi. In questo caso spetta un esonero dal versamento dei contributi previdenziali fino a 8mila euro annui, per 18 mesi, oppure per 12 mesi nel caso di assunzione a termine.

Altre agevolazioni sulle assunzioni valide nel 2026

Tra le misure ancora utilizzabili nel 2026 c’è anche il beneficio per l’assunzione di percettori di NASpI, con contributo mensile pari al 20% dell’indennità mensile residua che sarebbe stata corrisposta al lavoratore (legge 92/2012, articolo 2, comma 10-bis).

Infine, resta attivo il sistema di contributi previsto dalla Legge 68/1999 (articolo 13) per l’assunzione di lavoratori con disabilità, con percentuali variabili in funzione delle condizioni soggettive e contrattuali.